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e fu così che questa stanza diventò solo un raccoglitore di sventure. andate altrove, ove vi sia gioia, ove vi sia sole.
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martedì 30 gennaio 2024

6 ~ sensazione di catastrofe o reale catastrofe?

Non ho mai vissuto un periodo così psicologicamente violento. Il fatto che in un giorno io sia ritornata a scrivere due volte ne è la prova. Sembro ormai dannata, dispersa in un mare di maledizioni, in cui non esiste ribellione o via d'uscita che non sia poi creare malessere ulteriore e profondo a mia madre. 

La gestione di zia, prepotente, invadente mi sta debilitando cuore e corpo. Ormai vivo con dolori riacutizzati e nuovi, sono intossicata dagli zuccheri e non provo decisamente interesse per nulla. Ho fatto passi indietro quando l'anno scorso ero proiettata fortemente ad un cambiamento. Sono precipitata di nuovo in un baratro che non trova la sua fine. Non so quando mia zia ripartirà e ciò  mi angoscia, mi tiene in agitazione non sapendo più gestire la mia quotidianità. 

Provo un senso di continua paura e catastrofe, o forse sto vivendo l'ennesima catastrofe della mia vita, che sta portando con se un passato a galla che ritorna perfido e doloroso. 

Ho rotto il cellulare, ne ho un' altro in prestito che non capisco, odio l' iphone. Rivoglio il mio. 

Sono caduta saltando dal terrazzo. 

Non dormo più o pochissimo da ormai due settimane. 

Sono intossicata dall'alimentazione. 

C'è qualcosa che mi fa avere un bagliore di speranza, non ditemi che cosa sia perché non lo so. Mi fa assai rabbia, non voglio speranze per poi essere inculata da una realtà che mi rende inerme. 

Alla mia età c'è gente che sta vivendo il mondo, io sto solo pregando di addormentarmi il prima possibile, voglio non pensare, voglio non essere consapevole di questo inizio anno violento e prepotente per la mia psiche, per la mia essenza. 


mercoledì 17 giugno 2020

8/ preghiera ...

Signore ovunque tu sia,
in qualunque opera tu sia impegnato,
voltati verso l'Anima mia.
Donami una brezza della tua Presenza.
La stanchezza a volte mi coglie impreparata e la solitudine assale il mio cuore.
Signore ovunque tu sia,
Tu puoi vedermi, io no.
Voltati.
Sono in cerca di luce.

domenica 10 marzo 2019

16...[ vorrei ]

Vorrei scrivergli.
Vorrei una sua risposta.
Vorrei sapere semplicemente come sta.
È un uomo forte, vero nelle sue idee, nelle sue passioni, nel suo lavoro, nella sua vita.
Io l'ho conosciuto nei letti che abbiamo condiviso, nei pochi momenti in cui ci siamo raccontati un po' della nostra vita.
Io l'ho conosciuto nella sua durezza che mi ha allontanato.
Ma io che nulla sono come persona e come donna, ho un cuore: unico pezzo valido di una vita vuota  e di totale inconsistenza, non l'ho mai dimenticato e gli voglio bene nonostante tutto.
Mai ho dimenticato gli uomini con i quali mi sono sfiorata, mai ho scelto o ho accettato si avvicinassero uomini privi di senso alla mia anima: lui è uno di questi è saperlo in lotta per mantenersi in vita mi fa soffrire tanto. È tanto ancora poiché per cause che ancora non mi spiego sono diventata niente e sono lontana.
È non è vero che solo il sesso resta solo sesso. Il sesso può  racchiudere una logica di sopravvivenza fisica e spirituale e resta una via seppur contorta di donare amore agli altri o a se stessi.
Sono forse stata la sua puttana, ma non me ne frega un cazzo, Dio conosceva il mio cuore quando ero sporca di peccato e lo conosce ora che prego per lui affinché abbia possibilità ancora di vivere.

venerdì 22 giugno 2018

59# sintesi di fine anno a metà anno

Ho sperato nel dicembre passato che in  questo nuovo anno ci fosse una svolta per me.
Me ne ero convinta, anche in riferimento al lavoro del Nord in cui, in verità,  non avevo mai creduto, ma vedevo in esso un  passaggio per progetti futuri di cui ero stato messa al corrente.

Ma nulla fu di tutto ciò , né delle mie ipotesi né del vero che mi trovai a vivere.
Anzi vi confido qualcosa che mi sono portata sempre dentro, dall'ultimo giorno della mia permanenza nel lontano Nord, per evitare di fare ulteriori pensieri negativi verso un titolare tanto generoso quanto ambiguo. 
Ero in una piazza a pranzo con un paio di colleghi quando nel farsi del discorso compresi che vi era un progetto o cosa simile in cui far rientrare un certo numero di personale per ottenere finanziamenti che vennero per l'appunto poi ottenuti. La mia mente ritorno indietro alla velocità del nastro di una vecchia cassetta musicale, quando mi sovvenne la richiesta del mio c.v. con consigli vari per la compilazione per poter essere inserito in un progetto, di cui non ho saputo più nulla. Sospettai in quella piazza che  venni usata, nel silenzio, nell'ignoranza mia in materia aziendale.
Comunque tornai a casa mettendo a tacere tutti i dubbi, tutte le ambiguità di una esperienza di cui non ho mai compreso quale fu la necessità a essere vissuta: a parte certe amicizie che tutt'ora sembrano sopravvivere.

Il mio ritorno non fu dei più semplici, tutt'ora ne percorro la via tortuosa, cercando di capire il punto in cui  deviare e trovarmi nel giusto cammino, che magari nemmeno esiste.

Ho lasciato C. per l'immensa diversità che ci accomuna, l'ho rivisto ieri per parlare, ma lui si avvicina in ogni caso, ancora. Oggi mi ha riscritto per alcune preoccupazioni che nutre per una situazione che deve risolvere, gli ho dato dei consigli che credo non ascolterà. La mia partenza per la Capitale potrebbe essere l'unica rassegnazione definitiva, ma ci vuole ancora tempo.

Il rapporto con Matthew si è raffreddato, non so se per colpa mia (forse si ) o per le sue ultime esperienze di cui solo per caso ne sono venuta a conoscenza.
Non so se sia cosa buona poichè se nemmeno amicizia era meglio soffrire subito e rassegnarsi.

La mia salute è costellata da piccoli acciacchi che mi danno pensieri. Sono fortemente sotto stress, il mio corpo si ribella.

Non mi guardo più allo specchio come una volta, non mi sto pesando più, ma non dimagrisco. 
A testa nuda mi piacerebbe bagnarmi di pioggia e non come qualche giorno fa solo di qualche goccia.

Siamo solo a sei mesi dell'anno, alla metà,  già faccio resoconti come fossi a un passo da capodanno.
Non mi era mai capitato prima. Mi sento in gabbia estremamente consapevole della mia sofferenza interiore. Fatico a pregare. Mi piacerebbe ritornare Lourdes.

Vivo uno degli anni più complessi della mia esistenza dopo alcuni di quelli universitari.
Spero in una nuova città che sappia accogliermi e nella quale riprovare a costruire qualcosa: solo questo pensiero ormai mi fa alzare la mattina.

domenica 27 maggio 2018

47# posso solo pregare

Sta finendo tra me e C. e io sono in sofferenza, per l'attrazione che provo, per la sofferenza che vedo e sento nella sua vita.
Conosco ormai profondamente il problema e so di non esserne all'altezza, poiché anche io lotto da anni con lo stesso e a differenza sua, io nella piena consapevolezza.
È difficile tanto il rapporto con se stessi già quando hai una persona con cui parlare figuriamoci da soli.
Lui è solo e non accetta consigli.














A me non resta che pregare.
È un modo per sperare che possa star meglio lui e trovare la giusta donna.
È un modo per aiutare me ad accettare ciò che credo sia ingiusto.
È un modo per chiedere a Dio di entrare nella sua vita.